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  • Lo Chateau

    Resort di charme in Umbria

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Eretto dove un tempo sorgeva un'antica fortezza, di cui si hanno notizie già alla fine del XIII secolo, era allora abitato da circa 500 persone. Nel 1390 venne occupato dai Raspanti Perugini e nel 1501 dipendeva da Porta Eburnea (o Arco della Mandorla, contado perugino). Nel XIX secolo passò in proprietà a Lemmo Rossi Scotti, conte di Montepetriolo, uno dei maggiori pittori ottocenteschi di battaglie, al quale si deve la trasformazione in complesso residenziale durante la seconda metà del XIX secolo, quando fu realizzata anche la monumentale "Limonaia", dal gusto neogotico identificabile nelle sovrapposizioni, nelle numerose merlature che ornano il complesso e nell'impianto paesistico del parco.

Si tratta di un complesso architettonico, a mezza costa del Monte Petriolo, lungo la strada che da Perugia conduce a Città della Pieve, a controllo della valle del fiume Nestore, nato dalla trasformazione di una originaria fortezza, esistente già dal XIII secolo. Al tempo della originaria configurazione in apparato di tipo militare, era abitato da circa 500 personee nel 1390 venne occupato dai Raspanti perugini mentre nel 1501 già dipendeva da Porta Eburnea. Fu anche feudo di Battista Vermiglioli ed alla fine del '700 entrò a far parte del Cantone del Trasimeno, capoluogo Spoleto.

Nella seconda metà del XIX secolo Bernardino Rossi, sposandosi con Angelica Scotti di Perugia ne ereditò il possedimento, aggiungendo, oseremmo dire in concambio, al proprio cognome quello della moglie. Nella successione dinastica,il borgo pervenne poi in eredità a Lemmo Rossi Scotti, conte di Monte Petriolo e pittore, cui si deve la trasformazione in abitazione nobiliare. Il complesso, nel secolo scorso, apparteneva a Tiberio (Bero) Rossi Scotti, animatore dell'aristocrazia perugina, importante latifondista per la produzione di tabacco ed autorità nella gestione di fiere e mercati agricoli.

Al nucleo originario, disposto ad "U" intorno ad un cortile, in varie epoche, si sono aggiunti molteplici edifici, determinandone un impianto disomogeneo e composito risultante dalla marcata configurazione per la dimora nobiliare sotto forma di castello, di stilistica ispirazione neogotica e dal primitivo impianto medievale afferente il resto del borgo, questo non scevro da sovrapposizioni di strutture rurali pertinenti l'attività agricola/zootecnica condotta dai Conti Rossi Scotti. Il complesso risulta circondato, nei suoi circa 20 ettari di estensione, oltreché da circa 600 ulivi, da un imponente parco, impiantato alla fine dell'800. Con sistemazione di tipo paesistico all'inglese, il medesimo è attraversato da lunghissimi viali e ricopre tutta la collina fino all'ingresso a valle, protetto da una imponente torre a forma di castello e da un bosco di querce di straordinaria importanza.
Al suo interno si trovano varie tipologie di essenze arboree ma soprattutto elementi da ammirare come vasche e laghetti dove in origine defluiva il canale dell'"imbarcadero" che nasceva sotto il piazzale antistante la villa dei Conti, al pari della monumentale "limonaia", edificata nel tardo ottocento e poi ridisegnata nel primo decennio del '900 ed oggi sede del nostro ristorante "La Limonaia del Borgo". Dopo la scomparsa del Conte Tiberio ed il trasferimento della sua consorte in quel di Perugia, il complesso, pur cambiando ulteriormente due volte di proprietà, venne lasciato in condizioni di estremo degrado per almeno venti anni stazionamento. Il concept applicabile al resort per il restauro si è basata sul principio della ineludibilità ricompositiva di un insieme che, seppur variegato per la diversità delle strutture in essere, doveva meritare una coniugazione dei migliori valori residuali sopravvissuti all' abbandono con le aspettative di un elevato target di confort e funzionalità consono ad una struttura di valore, con arredi in grado di coniugare lo stile moderno e funzionale alla magia di un antico stare e all'unicità storica della struttura.

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